Solo quattro anni fa la biblioteca comunale veniva trasferita dal Palazzo Farnese, nel complesso cistercense delle ex suore di S. Anna. Di li in avanti sono stati necessari continui e numerosi lavori di manutenzione per mantenere l'ex chiostro trecentesco pulito ed ordinato. In quest'ultimo periodo però, mi preme dirlo, la maleducazione giovanile ha preso sempre di più il sopravvento, e nonostante i continui richiami del personale, giornalmente i muri vengono ricoperti di scritte indecifrabili e graffiti di ogni sorta che, se fossero risaliti anch'essi al trecento avrebbero davvero interessato filologi e paleografi di tutta la Romània, ma purtroppo sono solo la dimostrazione dell’attuale menefreghismo giovanile per una delle tante strutture, patrimonio di tutta la cittadinanza ortonese. A seguito di questi barbarismi l'amministrazione comunale ha preso la dura decisione di chiudere il chiostro al pubblico con delle inferriate che a breve tempo verranno installate, concedendo così il solo accesso alle due sale studio, peraltro insufficienti a contenere l’ondata di giovani studiosi. Ora signori mie sia ben chiaro a tutti che questa mia invettiva non vuole puntare il dito contro nessuno, ma solamente far riflettere. La biblioteca infatti è frequentata ogni giorno da un numero sempre maggiore di ragazzi ed è chiaro che solamente un esiguo numero di questi possono essere definiti barbari, mentre la maggior parte vi si reca per studiare davvero. Quindi in qualità di officina ci sembra opportuno proporre un’alternativa valida alla completa messa al bando del chiostro. Dunque spero che all’amministrazione comunale giunga il nostro intento. Non sarebbe forse meglio mettere a norma il chiostro adibendolo come terza sala studio? Magari presentando un progetto per il recupero di questo ex convento così culturalmente importante, si riescono anche ad ottenere dei fondi e magari sovvenzionamenti da privati desiderosi di pubblicità, cosicché tutti abbiano la possibilità di trovare un luogo tranquillo dove passare il pomeriggio piegati sui libri. Noi ci impegneremo con l’aiuto di qualche architetto a presentare questo progetto in Comune e a trovare qualche società intenzionata al restauro e poi chissà, magari accoglieranno la nostra richiesta. I giovani nel loro piccolo potranno aiutarci mettendo da parte bombolette e pennarelli indelebili, e magari tirando fuori un libro e una matita per gli appunti.
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