venerdì 5 novembre 2010

SIAMO O NON SIAMO IL FUTURO DELLA NAZIONE?

Come molti di voi sapranno mercoledì 3 novembre si è svolta ad Ortona una manifestazione degli studenti di tutte le scuole Ortonesi e non, contro la riforma detta Gelmini.
"Finalmente ci siamo uniti" è il titolo che Marco Toccaceli Blasi, rappresentante degli studenti del Liceo Scientifico di Ortona, ha dato al suo articolo inviato direttamente ad "Officina Ortona News". Lo pubblicherò sul mio Blog, ringraziandolo per questa voce che parte direttamente dal cuore dello sciopero.
Ho deciso di pubblicare l'articolo di Marco qui, dopo aver letto in rete alcuni commenti che tendevano a sminuire l'operato dei ragazzi, affinchè questa voce non rimanga nascosta eccolo qui, senza ritocchi e manipolazioni. 
Finalmente ci siamo uniti!     di Marco Toccaceli Blasi

Dopo 3 anni nei quali non si sono visti scioperi degli studenti organizzati come si compete ( l’ assenza da scuola da parte di un numero esiguo di ragazzi per la colazione al bar e la passeggiata per il corso non può dal mio punto di vista essere considerato uno sciopero) c’è stato il tanto atteso passaggio del testimone che dimostrasse che i ragazzi in questa città ci sono ancora e non stanno dormendo. L’ ultima ondata di scioperi risaliva al 2008 quando tutte le scuole si sono trovate ad organizzare egregiamente autogestioni e occupazioni ma da lì non era più successo alcun che di rilevante. Seguendo l’ esempio di altre città dove si manifesta da tempo circa 300 ragazzi provenienti da tutte le scuole superiori di Ortona hanno manifestato il loro dissenso contro la riforma Gelmini effettuando una manifestazione che sicuramente non è passata inosservata. Partendo dallo stadio comunale fino ad arrivare in piazza della Repubblica passando opportunamente sotto la sede del comune hanno animato la manifestazione con frequenti cori e vari striscioni che hanno notevolmente aumentato la visibilità anche grazie all’ aiuto di pochi ma esperti ragazzi di Lanciano che essendo abituati a manifestare hanno dato una notevole mano agli organizzatori. Fortunatamente non sono stati esposti vessilli richiamanti partiti politici e non sono stati compiuti cori di parte perché si è tenuto a precisare che la manifestazione non aveva niente a che fare con la politica perché i tagli alla scuola sono iniziati con il decaduto governo di sinistra e adesso stanno continuando con la destra al potere. Il dissenso si basa soprattutto sui tagli che il decreto sta apportando alle scuole pubbliche che comprendono sia le superiori che le università creando una privatizzazione dell’ istruzione che con poco tempo potrebbe portare danni irreparabili all’ intero sistema italiano, non garantendo una adeguata istruzione a tutti i cittadini. Oltre a questo problema che salta più all’ occhio ce ne sono altri. Alcuni legati alla scuola superiore come l’ eliminazione dei precari per aumentare l’ età pensionabile oppure l’ eliminazione delle supplenze e dei corsi di recupero, altri riguardanti le università come il licenziamento dei ricercatori o l’ introduzione di un consiglio d’ istituto chiamato governance che non prevede una piccolissima rappresentanza degli studenti. Una cosa importante da sottolineare è la quantità di informazioni sul motivo dello sciopero che tutti i manifestanti erano riusciti ad avere grazie ad alcuni volantini opportunamente distribuiti nei giorni passati e alle copie di Officina Ortona News, che ha permesso a tutti di conoscere i veri motivi dello sciopero ( sembra un paradosso ma spesso succede che neanche i manifestanti siamo informati). Per concludere volevo ringraziare tutti i ragazzi che hanno aderito alla manifestazione e sollevare una critica contro tutti quelli che hanno preso questo sciopero come un motivo valido per non andare a scuola e hanno preferito rimanere a casa.




"Bravi ragazzi fatevi sentire, ma credete sempre in ciò che fate". Per chi è interessato all'argomento, suggerisco di prendere gratuitamente il numero di Novembre di "OfficinaOrtonaNews" cercheremo di continuare ad informarvi, abbiate almeno voglia di leggerci, non date ragione ai grandi.

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